Schioppettino di Prepotto

La storia intricata e intrigante dello Schioppettino “di” Prepotto

Vi dedichiamo la vera storia dello Schioppettino di Prepotto raccontata in prima persona da Walter Filiputti, a cui va il merito di aver innescato il Risorgimento dello Schioppettino, nonché testimone e fautore di molta della storia moderna del vino friulano.

“Lo Schioppettino moderno dell’area storica di Prepotto nasce con la vendemmia 1977 quando, chi scrive, portò delle innovazioni che, per l’epoca, furono considerate rivoluzionarie e per alcuni blasfeme: sia nella vinificazione – sul modello della Borgogna – sia per il suo affinamento in barrique.
Per cui sì: il vino di questa storica varietà autoctona fu il primo ad essere affinato in barrique del Friuli Venezia Giulia.
Lo Schioppettino si meritava questo onore di essere il capostipite di un nuovo stile che guardava all’eleganza, alla valorizzazione dei suoi aromi speziati, alla capacità di invecchiare e soprattutto proporsi alla ristorazione di alta gamma.
Così accadde, in quanto incontrò immediatamente i favori del consumatore e degli chef.
Allora la maggior parte degli Schioppettini erano amabili se non dolci, figli di un’epoca che non ci apparteneva più. Dopo un passato storico importante, creatosi nella sua storica enclave dell’area di Prepotto, dalla fine della Seconda guerra mondiale (1945) fu quasi dimenticato da troppi suoi conterranei, attratti dalle varietà internazionali.
Questo era lo scenario, in quel 1977, al quale s’aggiunse pure la beffa.

Lo Schioppettino subì gli stessi soprusi culturali toccati a Pignolo e Tacelenghe. Venne "riabilitato" l'8 marzo del 1978 (reg.to CEE 486) assieme ai suoi compagni di sventura, grazie all'impegno profuso dai Nonino con il loro Risit d'aur (barbatella d’oro), nato proprio con l'intento di salvare questi antichi risits friulani. (I tre vitigni entreranno nel gruppo degli autorizzati col Reg. CEE n. 3800/81 ed in quello tanto agognato dei raccomandati col Reg. CEE n. 3582/83).
Stava scomparendo, infatti, per una negligenza burocratica (non lo avevano iscritto tra le varietà autorizzate). Quindi soggetto a estirpo nonché a multe salate (200.000 lire per mille metri quadri di vigneto e per ogni annata agraria fino a quando non si fosse provveduto alla rimozione degli impianti).

Alla luce di questa drammatica e assurda situazione, il Comune di Prepotto, che allora era l'unico territorio dove lo si coltivava, convocò il Consiglio comunale in seduta straordinaria con all'ordine del giorno la difesa dello Schioppettino. Era il 9 gennaio del 1977 e l'illuminato Sindaco era Bruno Bernardo.
Chi scrive provocò tale fatto e fu invitato a tenere una relazione sul vino simbolo di Prepotto.
Il Consiglio comunale adottò la seguente deliberazione:
Sentita la relazione del dott. Walter Filiputti:
"Vista la documentazione dallo stesso presentata, si chiede che lo Schioppettino entri a far parte almeno dei vitigni autorizzati, e che la coltura sia riservata solo ed unicamente al Comune di Prepotto.
In attesa di detto riconoscimento, il Comune si dichiara disposto a garantire tale vino sia per la quantità prodotta sia per la provenienza, attraverso il controllo e la pubblicazione annuale della denuncia delle uve dei produttori stessi."

Un intero Comune era insorto a difesa del proprio vino simbolo, facendo sentire la protesta contro leggi che stavano uccidendo una grande parte della loro storia agraria. Era stato gettato il seme affinchè germogliasse tra i vignaioli locali la nascita del cru o sito d’eccellenza di Prepotto. Che si sarebbe compitamente realizzato nel 2008, quando gli venne dedicata la sottozona Schioppettino di Prepotto, all’interno della più ampia Doc Friuli Colli Orientali. Da allora furono numerosi i vignaioli che ripresero a produrre questo splendido autoctono innalzandone, vendemmia dopo vendemmia, sia la qualità percepita sia il prestigio, ma soprattutto prendendo coscienza di possedere un inestimabile patrimonio che era doveroso valorizzare. Sta accadendo. Lunga vita allo Schioppettino del XXI secolo.

Walter Filiputti
Wine manager and writer

Schioppettino di Prepotto
Friuli Colli Orientali. DOC

 

Uva
Schioppettino

Descrizione
Lo Schioppettino ha la sua culla nell’area di Prepotto, dove clima, terreno e cultura locale hanno dato vita ad un vero e proprio terroir. Varietà autoctona per eccellenza, si distingue per la sua classe, la sua eleganza, le sue pennellate di sentori speziati. Tanto da definirlo il Pinot Nero friulano.
Nel 2008 è stata costituita la sottozona dello Schioppettino di Prepotto – all’interno della Doc Friuli Colli Orientali - consacrandolo a vero e proprio grand cru.

Esame organolettico
C
olore. Rosso rubino con tonalità leggermente granate.
Profumo. Si presenta con note di frutta rossa di sottobosco matura, con note speziate d’incenso, pepe e chiodo di garofano.
Gusto. Lo Schioppettino è vino che fa della finezza e dell’eleganza i suoi segni distintivi. Un rosso gentile e purtuttavia capace di arrivare ad un’ottima complessità grazie ad un prezioso equilibrio tra olfatto e gusto. Lo conferma la sua ottima persistenza aromatica in chiusura che riprende i toni speziati.

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